Lo scorso 4 marzo, come ben sapete, ha Roma si è svolto il Fashion Connection Lounge un progetto nato da Stylebook e che ha visto il coinvolgimento di diverse stiliste e blogger. Tra le stiliste che hanno partecipato abbiamo visto Myriam Lo Prete insieme alla sua collezione Reborn.

Myriam Lo Prete è una giovane ragazza Romana da poco laureata presso lo IED di Roma, incuriosita dalla sua bellissima collezione ho scelto di intervistarla per conoscerla meglio.

Io:  Come nasce la tua passione per la moda ed il tuo desiderio di diventare stilista?
Myriam: La passione per la moda inizia più o meno all’età di 10 anni, mi piaceva disegnare in continuazione e avvertivo la necessità di creare abiti, utilizzavo i miei pennarelli preferiti e ne facevo tantissimi, super colorati! Nel corso degli anni ho capito che questa era la mia strada, che di questa passione volevo farne un mestiere, così ho deciso di orientare i miei studi secondo questa direzione frequentando l’Istituto Statale D’Arte con specializzazione in arte del tessuto e in seguito lo IED di Roma.
 
 
Io: Ti abbiamo visto recentemente prendere parte al Fashion Connection Louge di Stylebook con la collezione Reborn cosa puoi dirci su questa collezione?
Myriam: La collezione esplora il folk coreano prendendo come ispirazione uno shooting fotografico del noto fotografo Paolo Roversi. Egli si è ispirato alla cultura coreana.  L’utilizzo della luce algida, i soggetti consapevoli del proprio corpo, i colori terrosi si mescolano con la tradizione orientale per modificarla  nella sua identità.
 
 
Io:Sappiamo che ti sei da poco laureata allo IED di Roma, come ha influenzato il tuo percorso di studi nella creazione dei tuoi capi?
Myriam: L’esperienza presso IED è stata molto formativa. Ho imparato tutto il necessario per realizzare ottimi progetti moda, mi hanno dato gli strumenti per affrontare questo mondo con consapevolezza e preparazione, quindi anche le collezioni che concepisco sono il frutto degli anni di studio che hanno sicuramente influenzato anche il mio stile.
 
 
Io: Puoi dirci a cosa ti sei ispirata e come hai cercato di riportare la tua ispirazione sui tuoi capi?
Myriam: Mi sono ispirata principalmente ad elementi tipici coreani come la trapuntatura e il patchwork.  La prima, fatta a mano (con due lembi di tessuto trapuntati con imbottitura al loro interno) diventa motivo decorativo per maniche, capispalla ecc. Il secondo, che in Corea utilizzano soprattutto come decorazione per le tende, in lino, ho voluto renderlo un elemento moda moderno utilizzandolo come dettaglio e realizzandolo in chiffon, mantenendo la tradizione del fatto a mano e i colori tipici.
 
Io: Cosa ti ha colpito maggiormente della cultura orientale tanto da portarti a voler realizzare una collezione ispirata ad essa?
Myriam: La Corea è da sempre un Paese che mi affascina molto, come la cultura orientale in generale, soprattutto nelle diverse tradizioni che possono essere contestualizzate al giorno d’oggi creando qualcosa di fresco, nuovo. Viaggiare, liberare la mente, ho voluto creare non una semplice “contaminazione” di culture ma una storia e raccontarla attraverso la moda.
 
 
Io: Reborn è la tua prima collezione o ce ne sono state altre?
Myriam: Reborn è la collezione che ho presentato come progetto tesi di laurea quindi è la mia prima collezione
 
 
Io: In che modo ti è stato utile portare la tua collezione al Fashion Connection Lounge?
Myriam: Il Fashion Connection Lounge è stata sicuramente un’esperienza nuova e molto piacevole perché mi ha permesso di confrontarmi con una parte integrante del mondo moda di oggi, ovvero le bloggers. Inoltre presentare le mie idee attraverso eventi di questo genere credo sia molto importante per fashion designers che vogliono farsi conoscere come me.
 
 
Io: In Reborn possiamo notare forme particolari che si distanziano da ciò che abbiamo visto alla Milano Fashion Week, possiamo definirla perciò una collezione molto originale, è stata una scelta voluta distanziarti dai soliti canoni?
Myriam: Reborn riassume il mio stile sofisticato ma soprattutto la mia voglia di sperimentare. E’ sicuramente diverso dalle sfilate che siamo abituati a vedere come ad esempio alla Milano Fashion Week perché come fashion designer neolaureata mi piace ricercare sempre qualcosa di nuovo senza costrizioni da parte del mercato.
 
 
Io: Ci sono grandi stilisti italiani o stranieri ai quali ti ispiri?
Myriam: Il brand che in assoluto amo di più è Valentino, condivido il suo ideale di donna, la sua capacità nell’avere uno stile moderno senza abbandonare la storia e la raffinatezza di questo marchio, la sua unicità. Un brand che trovo molto innovativo e con il quale invece ho molto in comune a livello di stile è Deplozo: forme uniche e alta sartoria.
 
 
Io: Quali materiali hai utilizzato per realizzare i capi di Reborn?
Myriam: Per la collezione Reborn ho utilizzato materiali corposi che ricordassero la tradizione e i colori della Corea (lane cotte, panni di lana, doppi crepe ecc) in contrasto con materiali più leggeri e di uso comune (chiffon, popeline di cotone ecc).
 
 
Io: Hai partecipato ad altri progetti prima del Fashion Connection Lounge?
Myriam: Si ho partecipato a diversi concorsi ed eventi tra i quali Riccione Moda Italia che ho vinto nella sezione abbigliamento donna.
 
 
Io: Intendi proseguire in questa direzione cioè continuando ad ispirarti alle culture orientali o prevedi un cambio di rotta?
Myriam: Nonostante la cultura orientale sia per me un’importante fonte di ispirazione mi piace comunque farmi influenzare dalle culture in generale perché c’è sempre molto da scoprire e integrare a ciò che conosciamo. Traggo comunque ispirazione da tutto quello che mi circonda, l’importante è che sia qualcosa di nuovo e non banale.
 
 
Io: Hai in cantiere una nuova collezione?
Myriam: Si ho un progetto che prevede la realizzazione di una collezione di alta moda per un concorso notevole, quindi mi devo dare molto da fare!
 
 
Io: Ti vedremo presto creare un tuo shoowroom?
Myriam: Mi piacerebbe molto avere un mio showroom, ma prima devo creare diverse collezioni e farmi conoscere, trovare qualcuno nel settore che possa appoggiare e condividere il mio stile e aiutarmi a fare strada.
 
 
Io: Progetti futuri?
Myriam: Sono una persona dinamica, colgo tutte le occasioni. Dopo l’esperienza MaxMara sto cercando impieghi simili, ma sicuramente vorrei lavorare come fashion designer, magari in un ufficio stile; contemporaneamente partecipo a concorsi ed eventi moda per fare esperienze.
 
 
 
 

12 commenti il Intervista con Myriam Lo Prete

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