Quante volte siete stati alla ricerca del regalo perfetto non sapendo dove trovarlo? Io ho scelto di regalare una stella per regalare un qualcosa di speciale che il tempo e il mondo non possono intaccare.

Abbiamo tutti noi una persona speciale, una persona che parte del nostro cuore e a cui vogliamo dare il mondo in una mano. Nel mio caso la mia persona speciale è Manuel, mio figlio. Il nostro è un rapporto speciale, insolito tra madre e figlio ma bellissimo. Siamo complici, ci amiamo incondizionatamente quel tipo di amore che è possibile provare solo tra madre e figlio, ci rispettiamo ma sopratutto ci completiamo.

Il nostro è un rapporto insolito molte volte sembriamo più due amici che madre e figlio, il nostro legame è unico e questo sicuramente perchè siamo cresciuti insieme e stiamo crescendo insieme.

Quando nacque Manuel ero da poco entrata ufficialmente nei 20 anni. Un età particolare in cui dopo tante restrizioni dei miei genitori avevo deciso che avrei trovato la mia strada da sola. Ero immatura, sicuramente. Ero ancora una bambina che cercava di uscire dalla bolla di vetro in cui era cresciuta per esplorare il mondo. Ricordo perfettamente ancora oggi il giorno in cui ho scoperto di essere incinta. Avevo da poco lasciato il mio lavoro di cassiera che mi impegnava troppo, avevo deciso di tornare a studiare andare all’università prendere economia e poi chi lo sa diventare una qualche manager di qualcosa.

Non avevo ancora ben chiaro quale fosse il mio futuro e a tutt’oggi ancora non ne ho idea.

Entrai in quello studio di analisi con la sicurezza di una ventenne che si sente grande ed invincibile, la faccia sfrontata di chi dice ” Si le faccio le analisi ma tanto vi sbagliate non sono incinta”. Si questa era la mia convinzione. La mia idea di futuro era tutt’altro, volevo dei figli certo ma al raggiungimento dei 30 anni quando avrei avuto una vita stabile ma sopratutto quando finalmente sarei stata un adulta.

Il fato ed il caso mi hanno contraddetto al ritiro delle analisi la ragazza che me le consegna mi dice con tono entusiasta: ” Congratulazioni diventerà Mamma!!”.

Fu un pomeriggio intenso quello. Uno di quei pomeriggi che non dimenticherò mai nella mia vita.

Il mio cervello si spense, non volevo pensare a cosa avrei fatto da li a poco. Un figlio ? E chi lo aveva previsto?

Fu una giornata intensa e una notte altrettanto intensa. Mi ritrovai improvvisamente a piangere e parlare con la mia pancia, gli chiedevo scusa. Scusa perchè la scelta non era facile e io in quel marasma di consigli e opinioni che le persone avevano scelto di darmi non stavo capendo più niente. Gli chiedevo scusa perchè la scelta più razionale sarebbe stata quella che tutti mi continuavano a ripetere interrompere la gravidanza.

Con questa idea in testa, con questa stupida idea che mi era stata infilata a forza da tutti prosegui i giorni successivi intraprendendo il percorso che mi avrebbe portato ad interrompere la gravidanza.

Passarono i giorni e arrivo il giorno fatidico che mi era stato comunicato per l’interruzione della gravidanza.

Arrivai all’Ospedale Grassi di Ostia alle 07 del mattino e mentre mi aggiravo in sala di attesa, in attesa che mi chiamassero, continuava a bussare nella mia mente quel pensiero fisso e costante che mi aveva accompagnato fino a quel giorno “Io voglio questo bambino!”

Sarei dovuta entrare in sala operatoria alle 8.30 e invece meno dopo di mezz’ora che ero li entrai di forza nella sala dell’ostetrica e guardandola gli dissi ” Io me lo tengo, io non abortisco!” La felicità che colsi nei loro sguardi, gli abbracci, i baci e le congratulazioni di infermieri e medici mi lasciarono interdetta, confusa ed anche un pò euforica.

Presi la mia valigia ed usci dall’ospedale. Comunicai a tutti la mia decisione con la consapevolezza che sarei stata da sola e con tutti contro.

I giorni a seguire furono ancora peggiori dei precedenti. Le persone intorno a me cercavano tutti di dissuadermi, di farmi tornare indietro. Mi sono sentita dire da persone vicine e dalla mia famiglia frasi che mai mi sarei aspettata di udire. Ma da una famiglia di origini calabresi e di vecchio stampo come ci si può aspettare un minimo di comprensione in una scelta come questa?

Le persone continuavano a dirmi che sarei stata una pessima madre, che ero una bambina, che adesso avrei dovuto sposarmi o quanto meno uscire di casa perchè era arrivato il momento farmi una mia vita ed una mia famiglia. Non li sono stati a sentire ovviamente. Ho sempre scelto e seguito il mio cuore o come qualcuno oserebbe dire ho scelto di pancia.

Io non la metterei su questo piano anzi la metterei proprio su una scelta fatta per amore. Perchè il legame con Manuel si creò fin da subito, fin dalla scoperta della sua esistenza. 

E prosegui e si solidificò nei mesi a seguire. Non ebbi una gravidanza facile anzi se c’è una patalogia che si possa avere durante la gravidanza io l’ho sicuramente avuta, ma nonostante questo ho fatto tutto ciò che mi era possibile per portare la gravidanza fino al termine o quasi. Di fatti Manuel nacque un mese prima della scadenza del tempo in una giornata uggiosa di novembre a Roma.

Era il 01 novembre del 2010, avevo passato gli ultimi giorni in completa sofferenza.

Dolori ovunque, appetito pari a zero, ero stanca e avevo sonno. Ero convinta che come mi era già successo a settembre fossero delle finte doglie che presto sarebbero sparite, quando poi però notai che arrivavano ogni 5 minuti esatti chiamai il ginecologo che arrabbiato come non mai mi disse di correre in ospedale perchè ormai era evidente era arrivato il momento della nascita!

Dopo qualche altra ora di sofferenza alle 15.15 del 01 novembre 2010 nacque il piccolo Manuel, un ometto di 50 centimetri e di 2970 Kg. Era bellissimo!

Il momento in cui i nostri corpi si sono toccati realmente per la prima volta è stato qualcosa di indimenticabile, nonostante in quel momento fossi a pezzi ed ero stremata dal sonno e dalla fame non riuscivo a far altro che guardarlo e piangere.

Ero felice! Si quella era stata la scelta giusta!

Le scelte dopo la sua nascita non sono state altrettanto giuste, mi hanno portato ad una convivenza infernale e ad un periodo di depressione acuta dovuto a tanti motivi che non sto qui a spiegarvi. Ma il nostro legame nel tempo si è solidificato sempre di più, ho imparato giorno dopo giorno da lui come essere una buona madre e lui mi ha ripagato con ogni sorriso ed ogni abbraccio. Mi ripaga ogni volta che in piena notte viene a svegliarmi per farmi uno scherzo e mi ripaga ogni volta che orgoglioso mi parla di un bel voto portato a scuola.

Ho sempre saputo che sarei stata una mamma alternativa ed ho sempre preferito che Manuel apprendesse le cose con me piuttosto che provarle da solo facendomi male. Non potrò mai scordare quando agli occhi increduli delle altre mamme al parco gli insegnai qual’era il modo giusto di scavalcare senza farsi male tra scivoli e ringhiere. Non scorderò mai quando insieme abbiamo deciso di imparare ad andare in bicicletta e sullo skate ed ad ogni volta che con il sedere a terra ci siamo guardati e abbiamo riso a crepa pelle.

Il nostro è un rapporto unico e indissolubile.

Le persone intorno a noi ne sono quasi invidiose perchè nonostante io non sia perfetta, nonostante mi capiti di restare a letto qualche minuto in più anzichè sbrigarmi ad alzarmi a fare la colazione, nonostante io non sia una mamma da 10 e lode ogni singolo giorno e nonostante io sia la prima a sbagliare noi ci amiamo incondizionatamente e profondamente.

Nel tempo ho capito che madre voglio essere, una madre decisamente diversa dalla mia. Non che la mia abbia qualcosa che non va è solo che non sarei io e non crescerei Manuel nel modo più corretto secondo me. Io ho avuto la forza di contrastare ogni imposizione che hanno cercato di farmi i miei genitori, sono andata contro corrente seguendo i miei sogni e scegliendo sempre con il cuore. Ho scelto di vivere la mia vita per viverla, scegliendo un lavoro che amo e che mi faccia alzare con il sorriso ogni mattina. In questo modo ho anche scelto l’insicurezza di non avere uno stipendio fisso e questo mi viene rinfacciato almeno una volta al giorno.

Per Manuel deve essere diverso.

Lui deve avere la possibilità di scoprire il mondo con i suoi occhi, di provare qualsiasi esperienza possibile ed immaginabile possa offrirgli la vita. Voglio che cresca con la curiosità di conoscere ciò che c’è di diverso senza giudicarlo ma rispettando le scelte altrui. Dovrà seguire i suoi sogni e sono sicura che riuscirà a raggiungerli tutti perchè ringraziando Dio è testardo almeno quanto me. Ecco perchè ho scelto di regalargli una stella.

Una stella che possa illuminare il suo percorso di vita e che gli ricordi ogni giorno che la vita è fatta per essere vissuta non per essere osservata. Una stella che possa ricordargli che al mondo non ci sono solo i doveri ma anche i sogni da seguire. E che la meta è meno importante del viaggio perchè è proprio durante il tragitto che facciamo le scoperte più belle.

Ho scelto di regalargli questa stella come simbolo del mio amore incondizionato. E come simbolo che da parte mia avrà sempre il mio appoggio vero e incondizionato qualsiasi scelta decida di fare.

Per acquistare la stella mi sono rivolta al sito ètoilez-moi dove è possibile acquistare stelle, con una data ben precisa e scegliere addirittura la costellazione.

Io ho scelto di regalare una stella che riportasse la sua data di nascita, non mi è stato possibile far corrispondere l’anno esatto così ho scelto quella del compimento dei suoi 7 anni ed ho scelto la costellazione dello scorpione un pò perchè è il suo segno zodiacale e un pò perchè dovrà imparare che nella vita essere buoni è una caratteristica bellissima ma di tanto in tanto serve essere pungenti e sapersi proteggere dalle cattiverie delle persone.

Il mio consiglio per voi invece è questo, se avete una persona speciale nel vostro cuore un idea regalo differente può essere regalare una stella. Un idea perfetta anche come regalo di battesimo per i futuri nascituri.

4 commenti il Regalare una stella per regalare un emozione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *