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MotoGP, i problemi tecnici di Bagnaia: perché tanti ritiri?

Il finale di stagione 2025 del Motomondiale ha messo in luce una serie di criticità tecniche nella Ducati di Francesco Bagnaia, che hanno condizionato pesantemente le sue prestazioni e alimentato interrogativi sullo sviluppo del prototipo di Borgo Panigale. Il pilota torinese, campione nel 2022 e 2023, ha vissuto un ultimo trimestre segnato da ritiri, cali di rendimento e difficoltà evidenti, culminate nelle gare di Indonesia, Australia e Malesia.

I primi segnali di un’inversione di tendenza erano già emersi in occasione del GP di Mandalika quando, a un podio tutto spagnolo con Fermin Aldeguer, Pedro Acosta e Alex Marquez, fa da contraltare l’uscita di Bagnaia. Nonostante un inizio di weekend promettente, con buoni tempi nelle prove libere, Pecco ha dovuto fare i conti con un’improvvisa perdita di aderenza al posteriore durante la gara, sintomo di un’eccessiva usura della gomma o di una gestione elettronica non perfettamente calibrata. Secondo indiscrezioni provenienti dal box Ducati, la configurazione scelta per il circuito indonesiano si è rivelata inadatta alle temperature elevate e al grip variabile dell’asfalto, costringendo il pilota italiano a un ritmo poco competitivo fino al ritiro definitivo.

La situazione si è aggravata a Phillip Island. Le immagini di Bagnaia in difficoltà in Australia già nelle prequalifiche hanno fatto il giro del web, con il mezzo che per sua stessa ammissione è stato giudicato inguidabile: la moto si è rivelata instabile in percorrenza, ma ha segnalato anche una mancanza di trazione in uscita dalle curve e una sensazione generale di mancanza di fiducia nei propri mezzi. Il comportamento anomalo della moto ha sorpreso lo stesso team, che ha faticato a trovare una soluzione nei pochi margini temporali a disposizione tra una sessione e l’altra. La mancanza di feeling con l’anteriore, unita a una configurazione aerodinamica poco efficace nei tratti veloci, ha impedito qualsiasi possibilità di recupero e l’esito è stato incontrovertibile, con Bagnaia che ha chiuso penultimo.

Anche in Malesia, il copione si è ripetuto, con Pecco che è arrivato 20esimo a bordo della sua Ducati. Nonostante alcune modifiche apportate in extremis al setting della moto, Bagnaia non è riuscito a trovare il ritmo giusto. L’equilibrio tra potenza erogata e stabilità in frenata si è rivelato nuovamente fragile. A tutto ciò si è aggiunto un consumo anomalo delle gomme, che ha ulteriormente penalizzato la performance in gara.

La Ducati 2025 ha mostrato sì un alto potenziale nei tratti veloci e nelle piste con grip elevato, ma ha rivelato anche una certa rigidità nei margini di adattamento. Ad ogni modo, ‘Pecco’ ha poco da rimproverarsi, perché anche con l’assenza di Jorge Martín era chiaro sin dall’inizio che sarebbero stati i fratelli Marquez a dominare, avendo ottenuto risultati positivi con maggiore continuità ed essendo sempre stati favoriti nelle quote sulla Moto GP nell’arco della stagione. Tuttavia, appare indubbio come sia necessario intervenire in modo massiccio. La moto sembra reagire male ai cambi repentini di condizioni climatiche o a piste particolarmente abrasive, come si è visto nei tre appuntamenti chiave del finale di stagione. Inoltre, alcuni problemi di natura elettronica legati alla gestione del traction control hanno complicato la vita al pilota, rendendo difficile mantenere un passo gara costante e competitivo.

 

Mamma e scrittrice per amore e passione. Romana dalla nascita. Amante della moda e dell'arte in ogni sua forma.

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